Suore Cistercensi della Carità


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Spiritualità e Carisma

Chi siamo

Spiritualità e Carisma


L’amore per Gesù Crocifisso si colloca al centro della nostra spiritualità, che viene sostenuta anche con la spiritualità Cistercense.
Dall’amore Crocifisso attingiamo, come ad una fonte di salvezza, l’acqua necessaria per attirare anime e condurle a Dio. Di questo amore - dice la nostra Fondatrice – “ devono essere impastate le mie figlie, operando ogni cosa per la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime” (G. Marangoni,
Vita).
Viviamo la preghiera come “Atto di fede alla Divina Presenza”.
Accogliamo la Divina Presenza nella nostra vita sacramentale e comunitaria:

attraverso l’Eucarestia, valore esistenziale e rivitalizzante, fonte vitale, luogo in cui poter entrare in comunione con il Crocifisso, attualizzato e reso Presente, in cui l’anima può contemplare Dio e lasciarsi nutrire da Lui;

attraverso la Confessione e direzione Spirituale, due realtà distinte, ma non separate, che costituiscono un bisogno di cui l’anima non può fare a meno.

… E la riconosciamo in tutto quello che visibile e invisibile ci viene posto davanti.
Le persone, la natura, gli eventi, la storia: tutto è segno vivo della presenza di Dio. E' in questo insieme che riconosciamo l’Amore Crocifisso, che dall’alto della Croce raggiunge e abbraccia il cuore di ogni uomo per guarirlo e salvarlo.
La Presenza, accolta e riconosciuta come Madre Claudia sulla via della Croce, ci chiama ad operare nella Carità, che si modella nell’Educazione con al centro l’amore alla PERSONA e il suo progetto di felicità.
Educare non è solo istruire, insegnare, trasmettere idee, ma per noi Suore Cistercensi della Carità educare è essenzialmente FORMARE all’AMORE, cercare di tirare fuori il meglio che vi è in ogni persona. Concretamente la nostra attenzione è rivolta al MONDO GIOVANILE, alla SCUOLA, all’ATTIVITA’ APOSTOLICA IN PARROCCHIA e nella “MISSIONE AD GENTES”, vissuti come STRUMENTI per condurre l’ESSERE verso la “sua unica intenzione centrale”(A. Ronco,
Positio).
Ma tutto questo è possibile se ogni giorno manteniamo in piedi i tre pilastri che la nostra Fondatrice ci ha lasciato:

Portarsi bene con Dio

Portarsi bene con se stessi

Portarsi bene con gli altri.

Lo facciamo in ogni TERRA di MISSIONE, dove siamo chiamate ad operare, rispondendo ed aderendo a ciò che lei ci ha detto: “Desidero che le mie figlie vadano in tutto il mondo”(G. Marangoni,
Vita).


La nostra Congregazione professa speciale devozione al Gesù Sofferente nella Passione e al Cuore Immacolato di Maria e venera come Patroni principali San Giuseppe, San Bernardo e Santa Caterina da Siena. (Costituzioni, 9)


L'abito


La nostra Congregazione si sente profondamente unita ai Cistercensi per un itinerario spirituale, che inserendoci in una più stretta sequela di Cristo ci fa dare un posto prioritario a due grandi virtù, l’umiltà e l’obbedienza, presenti già come segno nell’abito bianco e nero. L’abito religioso è per noi non solo un segno esteriore, ma è vero segno di consacrazione a Dio solo. E perché proprio bianco e nero? Perché il nostro Sposo è Gesù Crocifisso che ci inserisce in un continuo cammino di conversione, di lotta interiore tra la carne e lo spirito; tra il bene e il male; tra la luce e le tenebre; tra la grazia e il peccato; tra la tristezza e la gioia; tra la vita e la morte.
La veste bianca è la nostra scelta di obbedienza che ci concede di partecipare alla santità di Dio perché lima, raffina, santifica il nostro cuore rendendolo sempre più conforme al cuore di Dio. Su questa veste bianca, anelito alla santità sulla via dell’obbedienza noi uniamo la nostra “morte”, la cinta, il velo e lo scapolare nero. Nero segno della morte di ogni giorno, della morte del nostro io mediante la lotta interiore sulla via dell’umiltà, che ci fa deporre ogni vanità del mondo (il velo) vivendo in castità per il Regno dei cieli (la cinta), lavorando e faticando con semplicità e letizia (lo scapolare).



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